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VOLANTINO IN DISTRIBUZIONE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Giugno 2010 05:51

NO ALLA MACELLERIA SOCIALE DI BERLUSCONI E TREMONTI, MARCHIONNE E MARCEGAGLIA

 

Il Governo Berlusconi, per mano del suo ministro delle finanze Tremonti, ha varato una manovra finanziaria che sottrarrà importanti risorse ai servizi sociali e agli enti locali, già in forti difficoltà e carichi di oneri a seguito degli effetti della crisi che da più di un anno ormai ha colpito l’economia mondiale.

La crisi, lo ricordiamo, è stata prodotta dalla speculazione selvaggia dei grandi gruppi finanziari e dalle grandi banche, sostenuta dalle politiche neoliberiste promosse negli ultimi anni dai governi in Italia come in Europa.

Dopo aver salvato banche e imprese con il denaro pubblico ora ci viene detto che non ci sono più soldi per scuola, sanità, pensioni, rinnovi contrattuali e servizi sociali.  Ecco in breve alcuni contenuti della manovra:

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Pesanti intimidazioni ai lavoratori nel referendum-truffa FIAT PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Giugno 2010 05:59
A POMIGLIANO VOTO CON RICATTO
 

Voto espresso nella cabina elettorale fotografato e mostrato ad alcuni capireparto della Fiat. E' quanto denunciato non solo dalla Fiom, ma anche dallo Slai Cobas a Pomigliano d'Arco dove, da questa mattina, è in corso il referendum per esprimere il proprio parere sull'accordo tra azienda e sindacati. Un'anomalia che si sarebbe verificata in alcune occasioni, nonostante nella sala dove sono stati allestiti i nove seggi campeggi un cartello con il divieto di portare con sè telefoni cellulari.

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Intervista al giuslavorista Piergiovanni Alleva PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Giugno 2010 13:36
SONO NORME INCOSTITUZIONALI, IL REFERENDUM NON HA VALORE 
Andrea Milluzzi Liberazione

Quindi referendum sarà. Il 22 giugno le tute blu i cui sindacati hanno firmato l’accordo con la Fiat saranno chiamati ad esprimersi. Ma sarà un passo falso in partenza:
«E’ una consultazione che viene proposta in un clima di forte intimidazione, in sostanza sotto la minaccia del licenziamento. Vorrei però fare presente che la Cassazione con una recente sentenza ha rilevato che la minaccia di licenziare un lavoratore affinché lavori più del previsto è reato. Solo che quando l’ha fatto un “trucidon”e di un capofficina finisce sotto processo penale, adesso perché è la Fiat...». Sono parole di Piergiovanni Alleva, giuslavorista che ieri, insieme al segretario generale della Fiom Landini, si è studiato il testo di Marchionne. E ne ha tratto due conclusioni: ci sono norme anticostituzionali e anche il referendum potrà non avere valore.
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Ferrero ai cancelli di Pomigliano PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Giugno 2010 13:23
QUELLO DI MARCHIONNE E' UN RICATTO
 
Francesco Ruggeri - Liberazione

«Un ricatto di tipo maflioso, quello della Fiat, perché propone ai lavoratori un accordo che peggiora sia il contratto nazionale che le leggi della Repubblica. E la cosa drammatica è che il governo appoggia l'azienda». 
Una volta si chiamava "lavoro di porta" : andare tra i lavoratori al cambio turno e parlare con loro. Paolo Ferrero, che ieri mattina era ai cancelli di Pomigliano - 43mila abitanti a nordest di Napoli - è tornato a una pratica che nessun altro segretario nazionale è in grado di fare oggi visto il silenzio imbarazzato degli altri partiti del centrosinistra, la loro sudditanza rispetto a Corso Marconi. 
Al cambio turno delle 14 c'erano duemila tute blu, la linea dell'Alfa 159, l'unica con una commessa, che rientrava dalla cassa integrazione per quattro giorni di lavoro. E' il 40% della forza operaia dello stabilimento.
«Una parte è combattiva, c'è anche chi vuole ancora capire e un'altra che subisce il ricatto: la Fiat - racconta a Liberazione - ha filtrato il rientro dei delegati Fiom mentre quelli di altri sindacati più concertativi sono stati attivissimi per far passare il Piano Marchionne».
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La discussione in Direzione Nazionale PRC PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Giugno 2010 13:33
L'impegno del Partito per rilanciare Liberazione
 
Stefano Galieni 
 
Quale destino per “Liberazione”? La lunga discussione della direzione nazionale del Prc che si è tenuta ieri è stata per i tre quarti incentrata sul tema del proprio giornale e più in generale della necessità che ha il partito di dotarsi di propri autonomi strumenti di comunicazione. Basta sfogliare infatti gli altri quotidiani per accorgersi di come la semplice esistenza di Rifondazione, così come della Federazione della Sinistra non siano più contemplate nel panorama comunicativo. Una scelta precisa di chiudere a sinistra gli spazi e di negare la presenza stessa di soggetti che richiamino ad una visione anche conflittuale della politica. Anche in ragione di questo, gran parte degli interventi, alcuni anche molto critici, che si sono succeduti hanno convenuto sulla necessità di rilanciare il quotidiano – scarso consenso ha trovato la trasformazione di “Liberazione “ in settimanale – trovando però le condizioni per trarne maggiore utilità comunicativa. Il primo principale e urgente scoglio da affrontare è di ordine economico. 
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