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LA BORGHESIA ALL'ATTACCO DELLA CLASSE OPERAIA ITALIANA |
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Mercoledì 16 Giugno 2010 08:50 |
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SU UN RICATTO INCOSTITUZIONALE NON SI VOTA Paolo Ferrero SEGRETARIO GENERALE PRC
La vicenda di Pomigliano non è questione sindacale, ma politica e rappresenta la principale battaglia oggi in corso nel Paese. Il diktat della Fiat che pretende di derogare dal contratto nazionale e dalle leggi della Repubblica costituisce il principale attacco politico alla Costituzione repubblicana. Berlusconi propone la manomissione dell’articolo 41 e Marchionne la pratica. Di fronte a questo scontro tutta la destra appoggia ovviamente la Fiat in nome della fine del conflitto di classe. Vergognosamente il Pd dice che la Fiat esagera, ma che il ricatto va accettato. |
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NO AL RICATTO DEI PADRONI FIAT |
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Martedì 15 Giugno 2010 06:59 |
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OGGI A POMIGLIANO DOMANI IN TUTTA ITALIA Coordinamento Lavoratori Fiat Prc-Se Il ricatto che Marchionne e la Fiat stanno esercitando per Pomigliano con l'aut aut "prendere o lasciare", vuole imporre, a partire dal bisogno di lavoro di un intero territorio, il ridisegno delle relazioni sociali nel nostro paese.
Non solo si peggiorano in modo inaccettabile le condizioni di lavoro, ma si deroga a leggi e contratti vigenti, si vuole la rinuncia all'agibilità sindacale e la messa in mora del diritto di sciopero. Approfittando della paura generata dalla crisi, si vuole imporre una sorta di schiavitù senza catene.
Nel Piano si impongono: |
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ULTERIORE ATTACCO DEL CAPITALE ALLE LAVORATRICI ITALIANE |
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Martedì 15 Giugno 2010 06:55 |
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NON E' VERO CHE L'UE OBBLIGA IL PENSIONAMENTO DELLE DONNE A 65 ANNI Rosa Rinaldi - PRC
Non è assolutamente vero che l'Europa impone che le donne italiane vadano in pensione a 65 anni, come invece viene motivato in modo infondato non solo dal governo, ma dalla più parte dei media. Com'è che invece l'informazione non solleva alcun dubbio? I pronunciamenti di Commissione e Parlamento europeo non riguardano l'innalzamento dell'età, ma sono fondati sull'esigenza di non discriminare il lavoro femminile, giacché tutte le ricerche denunciano retribuzioni e pensioni inferiori a quelle maschili. Con la direttiva 79/1978, l'Europa salva infatti la possibilità per gli stati di stabilire età di pensione differenti tra uomini e donne; e comunque l'Unione non può intervenire sull'età stabilita dai paesi membri. Può, invece, chiedere conto di atti discriminanti, come «obbligare» le donne ad andare in pensione prima: perché, in presenza di un regime legato ai contributi, porta a un rendimento ridotto. |
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EDITORIALE DI PAOLO FERRERO, SEGRETARIO GENERALE PRC |
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Giovedì 27 Maggio 2010 08:43 |
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LA MANOVRA CONTRO IL LAVORO SI SCONFIGGE NEL PAESE È arrivata la stangata. Una manovra pesantissima che colpisce i giovani, i lavoratori, in particolare quelli pubblici, determina il licenziamento di decine di migliaia di precari, taglia le risorse alle regioni e quindi al welfare, toglie autonomia agli enti di ricerca che forniscono i dati sulla situazione sociale del Paese. Una manovra con effetti depressivi, che aggrava la crisi e contemporaneamente ne scarica i costi sul mondo del lavoro complessivamente inteso: giovani, disoccupati, precari, lavoratori, pensionati. Una vera manovra di classe, condita da alcune insignificanti misure propagandistiche che servono solo a gettare fumo negli occhi.
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LO SPECIALE DI LIBERAZIONE A PROPOSITO DELL'UNITA' D'ITALIA |
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Giovedì 27 Maggio 2010 08:50 |
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IL RISORGIMENTO, UNA RIVOLUZIONE PASSIVA SOMMARIO
In Italia duecento anni di rivoluzione passiva (Alberto Burgio)
Il segno moderato del Risorgimento "piemontese" (Guido Liguori)Meridione, male cronico dello Stato Unitario (Pasquale Voza)Carlo Cattaneo impropria bandiera della Lega nord (Angelo d'Orsi) |
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