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Mercoledì 28 Aprile 2010 09:40 |
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ROSARNO: IN CARCERE TRENTA CAPORALI Stefano Galieni LIBERAZIONE Le condizioni di vita di chi viveva a Rosarno, il paese passato alla cronaca per la rivolta del 7 gennaio scorso, nella cui periferia vivevano in condizioni sub umane circa 2500 lavoratori, erano note da sempre. L'operazione "Migrantes", che ha portato nella Piana di Gioia Tauro all'arresto di 31 persone, in gran parte italiane, accusate di gestire lo sfruttamento schiavistico dei lavoratori migranti, poteva essere effettuata già da anni. Il ricatto si può snocciolare nelle cifre che venivano corrisposte in una giornata di lavoro: dai 10 ai 25 euro per 12 ore almeno, una parte dei quali finiva nelle tasche dei "caporali" che fungevano da intermediari per il lavoro e trasportavano i braccianti. Il calcolo del giro di affari che questo sfruttamento procurava è, secondo la procura di circa 290 milioni di euro. Chi accettava quelle condizioni, soprattutto lavoratori provenienti dall'africa sub sahariana, si ritrovava a lavorare in Campania, Calabria e Puglia, seguendo il ritmo dei raccolti ma sempre legato mani e piedi a questa fitta rete di cui probabilmente è emersa solo una infinitesima parte. E i lavoratori da anni denunciavano queste condizioni, ma finivano inascoltati e spesso non potevano neanche adire a vie legali sia per la paura sia perché la legislazione vigente punisce in questi casi con una multa lo sfruttatore e con l'espulsione chi è schiavizzato. Il tutto in una condizione di violenza continua, subita in silenzio, nel terrore provato ogni volta che si provava a farsi vedere in giro in paese o a chiedere il proprio salario. |
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ATTUALITA' DELL'ANTIFASCISMO |
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Mercoledì 28 Aprile 2010 09:24 |
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UN 25 APRILE NON RITUALE di Marco Sannella
Scriveva anni fa Roberto Battaglia: "Sarebbe assai grave se nel campo della Resistenza prevalessero sul piano internazionale le concezioni occidentali, per cui si va dalla concezione patriottica alla concezione etico religiosa sostenuta dai cattolici secondo cui tutti i partigiani sono buoni purché siano morti. E questo è sostanzialmente il nocciolo: l’idea dei martiri non è della Resistenza, ma è un’idea cattolica:è l’idea, cioè, che le cose importanti sono i martiri e non sono i risultati per cui quei martiri sono caduti." E nello stesso anno, del resto, la Civiltà Cattolica (maggio 1964), responsabile ancor prima del fascismo di campagne antidemocratiche ed antisemite, non si vergognava di affermare che la Resistenza "È stata una lotta fratricida che ha lasciato degli strascichi dolorosi nell’anima degli italiani, una ferita non ancora rimarginata; una guerra civile combattuta con spaventosa violenza che ha portato le tre parti in lotta (partigiani, tedeschi e fascisti) ad efferatezze, ad eccidi, a rappresaglie e vendette terribili”. Commentava nel 1973 il grande dirigente del PCI e della lotta di liberazione, Pietro Secchia: “il bene e il male, il torto e la ragione, l’umanità e la barbarie stavano, secondo i reverendi padri [gesuiti di “Civiltà Cattolica] da entrambe le parti: vittime e carnefici, oppressi e oppressori, tutti vengono accomunati in uno stesso destino. Non di rado i circoli dirigenti e di governo monopolizzano o quasi le manifestazioni, quanto meno le più ufficiali. Sulle piazze, nei teatri e alla televisione essi cercano di presentare una Resistenza evirata, deformata, senza obiettivi e senza programmi sociali, come un grande movimento patriottico al quale tutti avrebbero partecipato”. |
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SABATO 17 APRILE ORE 16 IN CAMERA DEL LAVORO |
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Mercoledì 14 Aprile 2010 09:39 |
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Sabato 17 aprile 2010 alle ore 16
presso la Camera del Lavoro – salone Santi
via Damiano Chiesa 2, Pavia Presentazione del libro GLI AFRICANI SALVERANNO L'ITALIA 
Interverranno l’autore Antonello Mangano (TerreLibere)
e Franco Vanzati (Cgil Pavia - ufficio stranieri)
Modera e coordina Ilaria Lista (PRC Pavia) Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2010 Rosarno è balzata all’attenzione dei media per ben due volte. Sfruttati, ammassati in baraccopoli, spesso aggrediti, i migranti lottano per il diritto al lavoro ma anche per quello alla vita. La voce degli africani è l’unica a levarsi con forza contro le ’ndrine, e a far paura al sistema. In un’Italia che tollera ormai troppo, il valore irriducibile di chi non accetta le regole del sopruso. E che può cambiare il Paese. “Assai necessario da leggere, con un titolo in cui credo molto”
(Roberto Saviano) Iniziativa organizzata dalla Federazione della Sinistra di Pavia
PRC – PdCI – SOCIALISMO2000 – LAVORO-SOLIDARIETA’ |
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PARMA, 16 E 17 APRILE - MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GLI INCENERITORI |
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Mercoledì 14 Aprile 2010 09:35 |
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BASTA INCENERITORI!
Nella valle più inquinata d'Europa, la valle Padana, nella capitale della Food Valley, Parma, vogliono costruire una grande inceneritore, il quale brucierà 130.000 ton. di rifiuti all'anno. Noi vogliamo decontaminare la Fodd Valley, con la riduzione, il riuso, il riciclo e l'estrusione finale dei rifiuti, cioè un trattamento senza emissioni in atmosfera. I rifiuti sono un difetto di progettazione, in natura non esistono, sono la cartina tornasole di un sistema economico e sociale difettoso. La lotta per una gestione corretta dei rifiuti, o meglio delle risorse, è una lotta per dare un futuro alle nuove generazioni. L’incenerimento dei rifiuti produce danni alla salute, con emissioni di diossine, metalli pesanti, furani ed altre 200 sostanze tossiche. Solo chi ha interessi economici nella costruzione di questi impianti ormai sostiene la loro poca dannosità. Inoltre gli inceneritori, inquinano le acque, producono ceneri tossiche, deturpano il territorio. Non lasciamo che decidano quando ormai è troppo tardi, com’è stato con l’eternit. |
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