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Pesanti intimidazioni ai lavoratori nel referendum-truffa FIAT PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Giugno 2010 05:59
A POMIGLIANO VOTO CON RICATTO
 

Voto espresso nella cabina elettorale fotografato e mostrato ad alcuni capireparto della Fiat. E' quanto denunciato non solo dalla Fiom, ma anche dallo Slai Cobas a Pomigliano d'Arco dove, da questa mattina, è in corso il referendum per esprimere il proprio parere sull'accordo tra azienda e sindacati. Un'anomalia che si sarebbe verificata in alcune occasioni, nonostante nella sala dove sono stati allestiti i nove seggi campeggi un cartello con il divieto di portare con sè telefoni cellulari.

"Al momento non c'è stato alcun caso certificato - denuncia Luigi Aprea, delegato Rsu dello Slai Cobas e componente della Commissione elettorale - ma questa voce che gira tra i lavoratori è insistente".

"Qualche capo ci ha chiesto persino di fotografare il voto - ha aggiunto Mario Di Costanzo, Rsu Fiom - quello che si respira è un clima pesante e pieno di intimidazioni. In alcuni reparti stanno proiettando il dvd che ha realizzato l'azienda per far dire sì all'accordo ed alcuni di noi sono anche stati raggiunti, fino a casa, da alcuni capireparto che ci hanno portato il filmato".

Un altro delegato Fiom ha poi spiegato: "Non parliamo poi degli sms che ci sono arrivati nelle ultime ore per invitarci a votare sì. `Se non voti sì, chiude lo stabilimento'. E poi ci viene detto di votare in piena libertà, ma quale libertà e quale democrazia? Qui siamo costretti".

"Questo voto è fatto con una pistola puntata alla testa. Un referendum è un modo per esprimersi in modo democratico, qui, invece, non decide il popolo, ma la situazione economica - ha proseguito Di Costanzo - Lavoro alla Fiat da 11 anni, prima ero orgoglioso di portare questa divisa e di essere in quest'azienda, adesso non più. Marchionne, con i suoi 700 milioni di euro può comprare i macchinari, le automobili, se ne può andare in Polonia o dove vuole, ma non può certo comprare la vita e la dignità dei lavoratori".

"Mio padre, dopo 35 anni di fabbrica, ora ha una pensione di 1.100 euro. Ma è vita questa? - ha urlato un iscritto dei Cobas - perché Marchionne o altri come lui non vengono a lavorare anche loro alla catena di montaggio, per sette ore e mezza al giorno?".
''Ci sarebbero voluti gli osservatori dell'Onu per garantire la trasparenza di un referendum che e' gia' nato sotto forma di ricatto''. Cosi' Tommaso Sodano - responsabile nazionale ambiente del Prc e capogruppo alla Provincia di Napoli - commenta le prime ore del voto nello stabilimento Fiat di Pomigliano sull'accordo del 15 giugno.
''Si sta votando in un clima da autentico regime, con i maxischermi che proiettano gli interventi dei dirigenti Fiat sulla bonta' del patto sottoscritto , il dvd inviato ai lavoratori, le telefonate e gli sms ai dipendenti, ed i capi reparto che fanno continuamente pressioni sui lavoratori che si recano alle urne, minacciando la chiusura dello stabilimento in caso di voto negativo'' accusa Sodano. ''Un clima cosi' e' stato studiato scientificamente e vuole, a partire da Pomigliano sperimentare un modello in cui l'uomo e' ridotto a un robot senza la possibilita' di dissentire. Un referendum illegittimo , un ricatto insopportabile a cui bisognera' rispondere da domani in tutte le sedi per garantire i diritti costituzionali''.
''Ai sindacati che si sono prestati a questo gioco al massacro delle regole democratiche un invito a riflettere prima che sia troppo tardi. Al Governo vorrei dire che la Fiat va costretta al rispetto degli investimenti in virtu' degli oltre 200 mila miliardi di vecchie lire avuti dalla Stato italiano'' conclude Sodano.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Giugno 2010 06:10